B. PROCESSIONALE ; B. processionea, Linn.
I bruchi di questa falena vivono in società numerose di settecento-ottocento individui, ed abitano ordinariamente sulla quercia, a cui fanno gravissimo torto divorandone le foglie: talvolta però la loro stessa soverchia moltiplicazione li obbliga a cercare altre piante che egualmente maltrattano.
Queste società fabbricano al piede del tronco ed all'origine dei rami più grossi un nido comune ove si ritirano di giorno, e donde escono di sera e di mattina per andar a pascolare sulla cima dell'albero. Tanto nell'andata che nel ritorno camminano a foggia di regolare processione (dal che poi venne loro il nome che portano, mentre un bruco apre la marcia, due lo seguono, poi tre, quattro, sempre esattamente di fronte e senza il più piccolo disordine. Arrivati al massimo accrescimento e mossi dalla necessità di cambiarsi in crisalide, questi bruchi non si separano, come per la maggior parte sogliono fare gli altri bruchi che vivono in società, ma si ritirano tutti nella borsa che li ha ricoverati in precedenza. Ognuno vi tesse il proprio bozzolo, disponendosi in linee parallele. Lo spaccato di tale borsa così ripiena di bozzoli rappresenta assai bene un favo d'api.
Da quanto si è detto sui costumi di questo insetto si rileva che è assai facile distruggerlo tanto nello stato di larva, che in quello di crisalide. Infatti basterà levarne dall'albero la borsa, quando la società vi è ricoverata sotto la prima o sotto la seconda forma, e farla morire col fuoco, con l'acqua bollente, o in qualsivoglia altra maniera. Devo però avvertire che tale operazione non è senza pericolo, perchè i peli di questo insetto, di cui è tutto disseminato il tessuto e l'interno della borsa, sono talmente fini e rigidi, che producono, a chi li tocca, infiammazioni cutanee e gonfiezze penosissime che durano per più giorni.
Gera, Nuovo dizionario universale e ragionato di agricoltura
Tanto nell'andata che nel ritorno camminano a foggia di regolare processione
RispondiElimina...eccolo, il segreto dell' (inumano, ovviamente) ordine...
(chapeau)
mario
Inumani, sì. Eppure c'è qualcosa di terribilmente umano nell'implacabile sfruttamento che fanno della pianta, trasformandola in orroralbero.
RispondiEliminami viene in mente la scena iniziale di Frankenstein Junior in cui ad un certo punto Gene Wilder fa: "...ma tenga presente che un verme, con pochissime eccezioni, non è un essere umano".
RispondiEliminaio da piccolo comunque pensavo che i nidi (che vedevo sui rami delle conifere della mia zona) fossero addobbi natalizi...